UN CRIMINALE E' TALE ANCHE SE DI SCARSO VALORE
L’edizione di giovedì quattro agosto del quotidiano telematico fascista Secolo d’Italia informa sulla lieve condanna che la Magistratura della Federazione Russa ha comminato alla cestista statunitense Brittney Griner, arrestata lo scorso febbraio all’aeroporto internazionale Sheremetyevo di Mosca.

La pseudo atleta tossica in questione è stata giudicata colpevole di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, e condannata ad anni nove di reclusione, per aver tentato di importare un certo numero di caricatori alla cannabis per sigarette elettroniche, oltre ad una quantità – pare meno di un grammo – di olio derivante dalla stessa sostanza.
La poveretta, nell’appello precedente alla pronuncia della sentenza, si è difesa asserendo di aver «commesso un errore in buona fede, non avevo intenzione di infrangere la legge» e pregando i giudici di «non mettere fine alla sua vita».
Come si sa, la Legge non ammette ignoranza, e stupisce che una persona acculturata come la Grimes sostenga di non aver saputo che importare sostanze stupefacenti è un reato in tutti, o quasi, i Paesi del mondo civile: non si capisce davvero cosa abbia da lamentarsi.
Dall’altro lato, non meraviglia affatto la reazione dell’amministrazione usamericana che definisce la sentenza ingiusta e promette di riportare a casa la drogata in questione, insieme con Paul Nicholas Whelan, l’altro statunitense detenuto in Russia.
Costui - ex marine, congedato con disonore per cattiva condotta, ex agente di polizia nel Michigan, ed attuale capo della sicurezza di un’azienda – è stato giudicato e condannato, il 15 giugno 2020, per il reato di spionaggio ad anni sedici di reclusione.
Non stupisce la sfrontatezza delle parole dell’ammiraglio John Francis Kirby, capo del Consiglio di Sicurezza della Casa Bianca, che definisce ingiusta la sentenza, mentre trova più che ragionevole quella a 175 anni di carcere per Julian Assange.
Si tratta della solita doppia morale che questi “signori” applicano in base al passaporto detenuto dal criminale in questione: se il malvivente è dei loro, allora non può essere assolutamente giudicato dalla Magistratura di un altro Paese, mentre per quanto li riguarda possono fare ciò che vogliono, come nel caso delle extraordinary renditions.
Quello che lascia di stucco è che chi da sempre, giustamente, urla a gran voce contro i piccoli spacciatori invocando pene detentive pesanti per loro, in questo caso si schieri con il reo: il sospetto è che lo facciano a causa della nazionalità dello stesso.
Bosio (Al), 06 agosto 2022
Stefano Ghio -Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com